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Io che non ho mai amato l'estate, la Key Lime Pie e l'ultimo morso di stagione

Non ho mai amato particolarmente l’estate, anzi. Nella classifica personale (e mentale) delle stagioni, per me, l’estate, si è sempre collocata all’ultimo posto.

Sono nata in autunno, e sento di appartenere alla stagione delle foglie secche e del venticello che ti scompiglia i capelli (io parto avvantaggiata, li ho sempre spettinati). L’autunno per me rappresenta i nuovi inizi - ancora di più del Capodanno - un’associazione che ho sempre legato all’avvio dell’anno scolastico. Io che amavo la fine dell’estate per comprare la cancelleria, quell’odore inconfondibile di carta e matite. Lo so, sono sempre stata un po’ atipica, anche da bambina. Le vacanze non mi entusiasmavano granché, forse perché, a parte qualche caso sporadico, le mie vacanze erano semplici. A pensarci oggi, erano preziose, e ne riconosco il valore. Ma noi non partivamo per la montagna, il mare lo avevamo vicino casa (una fortuna!) e le mie estati erano concretamente il prepararmi una sacca con pantaloncini e magliette leggere e dormire da mia nonna (che abitava a dieci minuti da casa mia). Insomma, non mi sembrava nulla di nuovo, solo tre mesi lenti, fatti di attesa.

E mi sono sempre portata dietro questo pensiero, che l’estate fosse soltanto una stagione di passaggio. Se poi ci mettiamo il diventare adulti, la pressione bassa, il caldo devastante del sud Italia. Insomma, nulla che mi abbia mai particolarmente allettato, fatto dire «Yuppii, è estate!»

Questa invece ... è la prima estate che come canta Giuliano Sangiorgi: Vorrei potesse non finire mai.

E no, non è successo nulla di particolare, ho solo imparato ad apprezzare quella semplicità e lentezza che da bambina confondevo con la noia.



E allora, se gli anni passati, in questo periodo, ho pubblicato ricette che erano un arrivederci all’estate e un saluto verso l’autunno. Questa volta, voglio condividere con voi una ricetta che per me rappresenta l’ultimo morso d’estate, quello che vorrei non finisse mai.

La scorsa settimana mi sono incaponita - come capita spesso - su una ricetta: la key lime pie. L’ho vista online, non ricordo neppure dove, e ho pensato: «uh, un dolce che non ho mai provato. Cosa sto aspettando?»

Lo ammetto, non mi allettava l’idea di accendere il forno, ma la voglia di provare una ricetta nuova era più forte delle temperature elevate dentro e fuori.

Ma... prima di provare una ricetta io devo studiarla. Devo conoscere perché si chiama così, come è nata, se si conosce il luogo di provenienza e il perché del suo nome. Sono curiosa.

Le mie ricerche le ho raccolte in un file word che è poi diventato il resto di questo articolo. Ma tranquilli, più in basso trovate anche la ricetta, la mia ricetta, perché ho aggiunto un tocco di italianità, probabilmente i puristi avrebbero da ridire, ma poco mi importa. 

Partiamo da una differenza, semplice ma fondamentale. Quando pensiamo ai dolci statunitensi, tendiamo spesso a fare di tutta l'erba un fascio chiamando "torta" qualsiasi preparazione. In realtà, nella cultura culinaria americana esiste una linea di demarcazione nettissima tra due mondi: le Cake e le Pie. 

Pie vs Cake: quali sono le vere differenze? 

La struttura: La cake è quello che noi consideriamo un pan di Spagna o una torta lievitata e soffice (come la Red Velvet o la Chiffon Cake). La pie, invece, è strutturata con una base croccante, realizzata con pasta brisée (pie crust) o con un guscio di biscotti sbriciolati e burro, che racchiude un ripieno cremoso, fruttato o denso. 

La copertura: Se le cake sono solitamente ricoperte da glassa o crema al burro (frosting), le pie usano spesso un secondo strato di sfoglia oppure una scenografica e soffice montagna di meringa fiammeggiata. 

La funzione della meringa: Nei dolci tradizionali, la meringa non serviva solo a fare scena, ma nasceva da un'esigenza anti-spreco: molti ripieni di pie richiedevano solo i tuorli d'uovo per addensarsi, e la meringa era il modo perfetto per utilizzare gli albumi avanzati. 

E la sua origine?

Tra tutte le pie, la Key Lime Pie è forse la più iconica ed è stata persino eletta dolce ufficiale dello Stato della Florida nel 2006. La sua nascita risale alla fine dell'Ottocento a Key West, un insieme di isolette nell'estremo sud della Florida. 

Le curiosità storiche legate a questo dolce: 

I lime speciali: La ricetta originale utilizza i Key Lime (o lime del Messico), frutti più piccoli, molto più acidi, aromatici e dalla buccia sottile rispetto al classico lime commerciale. 

La magia del latte condensato: A fine '800, nelle isole Keys non arrivavano né il latte fresco né il ghiaccio per conservarlo. I pescatori e gli abitanti usavano quindi il latte condensato zuccherato. Reagendo con l'acido citrico del succo di lime, le proteine del latte condensato denaturano e "cuociono" la crema senza bisogno di calore. 

La leggenda di Aunt Sally: La tradizione attribuisce la ricetta a "Aunt Sally", una cuoca che lavorava nella dimora di William Curry, il primo milionario della Florida, anche se molti storici ritengono che la torta sia nata sui pescherecci di spugne della zona. 

Queste sono le curiosità che ho raccolto... ma adesso passiamo alla ricetta (la mia!)

Ingredienti

190 gr di biscotti secchi (va bene qualsiasi biscotto, basta che sia il classico biscotto secco da colazione. E' anche una buona ricetta svuota dispensa).

50 gr di burro

2 cucchiai di zucchero (la ricetta originale suggerisce lo zucchero di canna, io ho usato quello classico)

400 gr di latte condensato (che mi fa sempre pensare a mia nonna, ne andava ghiotta)

250 gr (un vasetto) di yogurt bianco

4 tuorli

2 scorze grattugiate di limone (ecco, io ho usato i limoni e non i lime, ma con un compromesso, ho usato dei limoni verdi, quindi poco maturi)

100 gr di succo di limone

250 gr di panna dolce da montare

Procedimento

1) Per prima cosa dovete tritare i biscotti. Potete inserirli in una busta trasparente per alimenti (come quelle Ikea) e romperli con un mattarello (ottimo metodo se avete della rabbia repressa da sfogare ahahah) o inserirli in un tritatutto e fare meno fatica per un risultato più fine e preciso

2) Aggiungete al composto tritato il burro sciolto e lo zucchero e mescolate

3) Compattate il composto in una teglia da crostata o in una casseruola di ceramica, io purtroppo non l'ho (la pie ha questa caratteristica di avere i bordi rifiniti) aiutandovi con un cucchiaio e infornate a 180° per 10 minuti

4) Nel frattempo preparate la crema; mescolate con l'aiuto di uno sbattitore elettrico impostato alla sua potenza minima, il latte condensato, lo yogurt, i tuorli (vi resteranno gli albumi, potete congelarli, o usarli per un'altra preparazione istantanea. Non sprecateli!) la scorza di limone e il suo succo

5) Infornate per 25 minuti a 180°

6) Mentre la torta cuoce potete preparare la panna. Questo è l'altro cambiamento che ho apportato. La ricetta originale prevede l'uso della meringa (che potete preparare con gli albumi rimasti!) ma io avevo della panna zuccherata in frigo e ho preferito usare quella. Piccola tips che vi do sempre per montare bene la panna: fate raffreddare gli strumenti in frigo prima del passaggio. Quindi mettete in frigo sia la panna che le fruste dello sbattitore e la ciotola dove monterete il composto. Potete montarla a neve ben ferma oppure leggermente meno "compatta". Io ho preferito montarla a neve quasi ferma, non volevo un effetto scenografico, ma il più vicino all'originale possibile. Tenete in frigo fino al suo utilizzo.

7) Una volta tolta la pie dal forno, è importante farla riposare in frigo (dopo averla fatta raffreddare a temperatura ambiente!). Il passaggio potreste anche saltarlo, è già commestibile così, ma il riposo è quell'ingrediente in più che farà la differenza. L'ideale sarebbe farla riposare un'intera notte in frigo, ma se non avete il tempo necessario, va benissimo un riposo che vada dalle tre alle cinque ore.

8) Aggiungete la panna solo prima di servirla. Io ho aggiunto una spolverata di buccia di limone sopra, ve lo consiglio!

9) Servite e gustate!




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