Nancy Meyers, Nora Ephron e il cinema che (fingiamo di) non prendere sul serio Perché nessuno parla mai seriamente di Nancy Meyers? O meglio: perché ne parliamo tutti, citiamo i suoi film, li riguardiamo ogni volta che passano in TV… ma poi, quando si tratta di “grandi autori”, improvvisamente sparisce dalla conversazione? È un po’ come dire che non hai rivisto L’amore non va in vacanza per la centesima volta: tecnicamente possibile, ma poco credibile. Nancy Meyers è, per molti versi, l’erede naturale di Nora Ephron. E sì, lo so: sembra una di quelle etichette facili che servono più a orientarci che a spiegare davvero qualcosa. Però funziona. Come Ephron, Meyers ha raccontato l’amore con intelligenza, ironia e una straordinaria capacità di osservazione. Nei suoi film le relazioni non sono mai solo il punto d’arrivo, ma un terreno complicato, pieno di esitazioni, tempi sbagliati e seconde possibilità. Basta pensare a Il padre della sposa : sulla carta è una commedia familiare, nella pr...
Cari gentili lettori… se si parla di Bridgerton non si può non iniziare così. Ho finito la quarta stagione e i miei pensieri sono tanti e ingarbugliati per stare tutti dentro ad un post per Instagram, così eccoci qua. Ho creato apposta questo spazio per blaterare senza sentirmi dire “ok ma riassumi”. Su Instagram comunque è uscita la versione breve, stile accorciabro. Qui no. Qui si soffre. State tutti bene dopo questa stagione? Avete superato la scena della vasca? No, ve lo chiedo seriamente, perché se avete un tutorial su come andare avanti con la propria vita dopo QUELLA scena, giratemelo. E comunque, parentesi personale: più passano gli anni (e aumentano le stagioni) più la voglia di provare l’ebbrezza di essere il diamante della stagione cresce in maniera imbarazzante. Io nel 1800 sarei stata scelta? No. Ma nella mia testa sì. Basta. Andiamo per ordine. È il turno di Benny Quarta stagione: entra ufficialmente in campo Benedict Bridgerton. Per gli amici: Benny. Benedet...