Ci sono autrici che si leggono, e poi ci sono autrici che si vivono, a 365°, con tutti i sensi... e Fannie Flagg, per me, appartiene decisamente alla seconda categoria. Non è un caso se il nome del mio blog Pane Cose e Cappuccino nasce proprio da uno dei suoi romanzi: perché nei suoi libri c’è tutto quello che amo raccontare anch’io (senza però la sua iconicità): Il cibo come linguaggio, le relazioni come casa, le storie come strumenti per capire (e magari cambiare) il mondo. Fannie Flagg Chi è Fannie Flagg? Prima di essere la romanziera straordinaria che conosciamo, Fannie Flagg (all'anagrafe Patricia Neal, nata in Alabama nel 1944) ha vissuto una vita eclettica e coraggiosa quanto quella dei suoi personaggi. Ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come attrice, comica e sceneggiatrice televisiva, facendosi notare in un ambiente all'epoca fortemente maschile. Ma il suo retroscena più toccante riguarda proprio la scrittura: Fannie Flagg ha avuto una dia...
Ho finito Off Campus e per qualche giorno mi sono sentita di nuovo adolescente. Non nel senso ingenuo del termine. Non perché improvvisamente io abbia dimenticato spese, lavoro, responsabilità o la fatica dell’essere adulti (purtroppo). Ma perché mi ha restituito una sensazione che pensavo di aver perso: l’immersione totale. Quella capacità di guardare qualcosa e sparire per qualche ora dal mondo reale. Di affezionarti a un gruppo di personaggi come se fossero amici tuoi. Di sentire lo stomaco stringersi per una scena romantica anche sapendo perfettamente come andrà a finire. E la verità è che negli ultimi tempi mi è successo più volte di quanto voglia ammettere: Con The Summer I Turned Pretty ho rivissuto quella malinconia estiva delle prime cotte che sembrano la fine del mondo. Con Heated Rivalry ho scoperto che evidentemente gli hockey player emotivamente repressi sono diventati il mio personale punto debole. E ora Off Campus è arrivata a completare il danno. A questo punto ...