Ho da poco terminato Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone e posso dirlo senza esitazioni: per me Francesca è ormai un’autrice "garanzia" come piace definirle a me. Anni fa La portalettere mi aveva colpito tantissimo; poi ho letto Domani domani pensandolo un romanzo meraviglioso. Ma con Gli anni in bianco e nero , credo che Francesca abbia toccato delle corde profonde e intime che non mi hanno lasciato indifferente. È diventato al momento il mio preferito in assoluto tra i suoi libri, pur ricordando quanto io abbia amato gli altri. Quando ho iniziato a leggerlo, ho segnato subito una nota a margine: Piccole donne incontra Nuovo Cinema Paradiso . Se dovessi riassumere questo romanzo in poche righe, direi esattamente questo. Una storia d'amore tra sorelle È tempo di smetterla di etichettare le "storie d'amore" solo come quelle tra una coppia. Questa è una bellissima storia d'amore tra quattro sorelle: Maria, Giovanna, Ada e Domenica (detta Mim...
Nell’era del flusso continuo di contenuti streaming, c'è un fenomeno a cui purtroppo assistiamo ogni giorno: algoritmi spietati e uscite a gettone finiscono per sotterrare prodotti estremamente validi. Piccole perle che rischiano di perdersi nel mare magno del catalogo Netflix e compagnia bella. È esattamente il rischio che corre La mia brillante carriera, ed è il motivo per cui vale la pena fermarsi e parlarne. Per capire l'anima di questa serie TV, occorre però fare un piccolo salto indietro nel tempo. La serie non nasce dal nulla: è l'adattamento dell'omonimo romanzo autobiografico scritto nel 1899 dalla scrittrice australiana Miles Franklin e pubblicato nel 1901. Un libro incredibilmente pionieristico per l'epoca, che fece scalpore. Miles Franklin Già nel 1979 la storia era approdata al cinema con un film cult diretto da Gillian Armstrong e interpretato da una giovanissima Judy Davis, candidato agli Oscar per i migliori costumi e acclamato a Cannes. Oggi Netfl...