Non ho mai amato particolarmente l’estate, anzi. Nella classifica personale (e mentale) delle stagioni, per me, l’estate, si è sempre collocata all’ultimo posto. Sono nata in autunno, e sento di appartenere alla stagione delle foglie secche e del venticello che ti scompiglia i capelli (io parto avvantaggiata, li ho sempre spettinati). L’autunno per me rappresenta i nuovi inizi - ancora di più del Capodanno - un’associazione che ho sempre legato all’avvio dell’anno scolastico. Io che amavo la fine dell’estate per comprare la cancelleria, quell’odore inconfondibile di carta e matite. Lo so, sono sempre stata un po’ atipica, anche da bambina. Le vacanze non mi entusiasmavano granché, forse perché, a parte qualche caso sporadico, le mie vacanze erano semplici. A pensarci oggi, erano preziose, e ne riconosco il valore. Ma noi non partivamo per la montagna, il mare lo avevamo vicino casa (una fortuna!) e le mie estati erano concretamente il prepararmi una sacca con pantaloncini e magliette l...
Avete presente quei luoghi che non sono casa ma che, in un certo senso e per ragioni del tutto slegate dal sangue e dai legami familiari, finiscono per diventarlo? Per me uno di questi posti magici è la Feltrinelli della mia città. Ho ricordi bellissimi legati a questa libreria. Alcuni non li ho vissuti in prima persona, ma li ho visualizzati nella mente attraverso i racconti degli altri: come mio zio, che ci veniva accompagnato da mio papà (suo cognato, molto più grande di lui, ma in bilico tra l’essere un padre e un fratello maggiore). Poi è stato il turno di mio fratello, e infine sono arrivata io, per la "non gioia" di quest'ultimo, che ha dovuto condividere attenzioni e premure (e gite alla Feltrinelli) con una sorella non richiesta! Anche io sono stata "battezzata", metaforicamente parlando, tra quegli scaffali. Un tempo si chiamava Ricordi e, non me ne voglia nessuno, ma a me piace ricordarla ancora con quel nome così poetico ed evocativo. Come se, il no...