Ho finito Off Campus e per qualche giorno mi sono sentita di nuovo adolescente. Non nel senso ingenuo del termine. Non perché improvvisamente io abbia dimenticato spese, lavoro, responsabilità o la fatica dell’essere adulti (purtroppo). Ma perché mi ha restituito una sensazione che pensavo di aver perso: l’immersione totale. Quella capacità di guardare qualcosa e sparire per qualche ora dal mondo reale. Di affezionarti a un gruppo di personaggi come se fossero amici tuoi. Di sentire lo stomaco stringersi per una scena romantica anche sapendo perfettamente come andrà a finire. E la verità è che negli ultimi tempi mi è successo più volte di quanto voglia ammettere: Con The Summer I Turned Pretty ho rivissuto quella malinconia estiva delle prime cotte che sembrano la fine del mondo. Con Heated Rivalry ho scoperto che evidentemente gli hockey player emotivamente repressi sono diventati il mio personale punto debole. E ora Off Campus è arrivata a completare il danno. A questo punto ...
Il diavolo veste Prada: il film che ha definito un immaginario pop (e il difficile peso di un sequel)
Ci sono film che appartengono a un’epoca e film che riescono a sopravvivere oltre ogni epoca. Il diavolo veste Prada rientra senza dubbio nella seconda categoria. Uscito nel 2006, non è stato soltanto un successo cinematografico: è diventato un fenomeno culturale, una fonte inesauribile di meme e citazioni e discussioni sul lavoro, sull’ambizione e sul prezzo del successo. Per questo motivo, tornare oggi in quell’universo con Il diavolo veste Prada 2 era inevitabilmente rischioso. E forse è proprio qui che nasce la mia difficoltà nel giudicare questo sequel senza sentire il peso enorme del primo film. Perché il primo Il diavolo veste Prada è diventato un cult Il primo film aveva qualcosa di speciale: riusciva a essere leggero e tagliente allo stesso tempo. Dietro gli abiti, le sfilate e le battute memorabili, c’era una riflessione lucidissima sul lavoro e sull’identità. Andy Sachs rappresentava la ragazza “normale” catapultata in un mondo elitario che inizialmente disprezza, ma che ...