Cari gentili lettori… se si parla di Bridgerton non si può non iniziare così. Ho finito la quarta stagione e i miei pensieri sono tanti e ingarbugliati per stare tutti dentro ad un post per Instagram, così eccoci qua. Ho creato apposta questo spazio per blaterare senza sentirmi dire “ok ma riassumi”. Su Instagram comunque è uscita la versione breve, stile accorciabro. Qui no. Qui si soffre. State tutti bene dopo questa stagione? Avete superato la scena della vasca? No, ve lo chiedo seriamente, perché se avete un tutorial su come andare avanti con la propria vita dopo QUELLA scena, giratemelo. E comunque, parentesi personale: più passano gli anni (e aumentano le stagioni) più la voglia di provare l’ebbrezza di essere il diamante della stagione cresce in maniera imbarazzante. Io nel 1800 sarei stata scelta? No. Ma nella mia testa sì. Basta. Andiamo per ordine. È il turno di Benny Quarta stagione: entra ufficialmente in campo Benedict Bridgerton. Per gli amici: Benny. Benedet...
Ho visto Wuthering Heights scegliendo consapevolmente di separarlo dal romanzo. Sì, il pensiero automatico “questa cosa è diversa dal romanzo” c’è stato. È inevitabile quando si conosce bene Cime tempestose . Ma sapevo fin dall’inizio che non avrei assistito a una trasposizione fedele, bensì a una rivisitazione. Ed è proprio per questo che non ho compreso l’accanimento nei confronti della pellicola e della regista. Dov’è finita la libertà artistica che tanto si decanta quando conviene? Il film non è mai stato venduto come adattamento filologico del capolavoro della Brontë. Le polemiche mi sono sembrate, e continuano a sembrarmi, inutili e sterili. Anche perché parliamoci chiaro, il romanzo è lì (e per fortuna) non ce lo toccherà mai nessuno. Non è la prima reinterpretazione nella storia del cinema, e certamente non sarà l’ultima. Dal punto di vista visivo, il film è un capolavoro. Un’esperienza per gli occhi. I colori, i costumi, i piani sequenza, la geometria e l’asimmetria d...