Avete presente quei luoghi che non sono casa ma che, in un certo senso e per ragioni del tutto slegate dal sangue e dai legami familiari, finiscono per diventarlo? Per me uno di questi posti magici è la Feltrinelli della mia città. Ho ricordi bellissimi legati a questa libreria. Alcuni non li ho vissuti in prima persona, ma li ho visualizzati nella mente attraverso i racconti degli altri: come mio zio, che ci veniva accompagnato da mio papà (suo cognato, molto più grande di lui, ma in bilico tra l’essere un padre e un fratello maggiore). Poi è stato il turno di mio fratello, e infine sono arrivata io, per la "non gioia" di quest'ultimo, che ha dovuto condividere attenzioni e premure (e gite alla Feltrinelli) con una sorella non richiesta! Anche io sono stata "battezzata", metaforicamente parlando, tra quegli scaffali. Un tempo si chiamava Ricordi e, non me ne voglia nessuno, ma a me piace ricordarla ancora con quel nome così poetico ed evocativo. Come se, il no...