Ci sono autrici che si leggono, e poi ci sono autrici che si vivono, a 365°, con tutti i sensi... e Fannie Flagg, per me, appartiene decisamente alla seconda categoria.
Non è un caso se il nome del mio blog Pane Cose e Cappuccino nasce proprio da uno dei suoi romanzi: perché nei suoi libri c’è tutto quello che amo raccontare anch’io (senza però la sua iconicità): Il cibo come linguaggio, le relazioni come casa, le storie come strumenti per capire (e magari cambiare) il mondo.
Prima di essere la romanziera straordinaria che conosciamo, Fannie Flagg (all'anagrafe Patricia Neal, nata in Alabama nel 1944) ha vissuto una vita eclettica e coraggiosa quanto quella dei suoi personaggi. Ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come attrice, comica e sceneggiatrice televisiva, facendosi notare in un ambiente all'epoca fortemente maschile.
Ma il suo retroscena più toccante riguarda proprio la scrittura: Fannie Flagg ha avuto una diagnosi di dislessia, in una forma anche piuttosto "invalidante". Per anni questo ostacolo le ha provocato una profonda insicurezza, convincendola di non essere all'altezza del mondo letterario. Eppure, la sua urgenza di raccontare ha vinto sulla paura. Ha iniziato a scrivere superando le barriere formali della lingua, concentrandosi sulla verità dei sentimenti. Questa sua sfida personale si riflette perfettamente nei suoi libri: storie dove le difficoltà della vita non vincono mai sulla voglia di farcela.
Il fenomeno: "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop"
Non si può parlare di lei senza citare il capolavoro che nel 1987 l'ha resa celebre in tutto il mondo (diventando poi un film cult candidato agli Oscar).
Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è il manifesto della sua penna. Attraverso i racconti dell'anziana Ninny Threadgoode alla malinconica Evelyn Couch in una casa di riposo, facciamo un salto indietro nel tempo fino agli anni '20 e '30, nel cuore dell'America della Grande Depressione. È lì che facciamo la conoscenza di Idgie e Ruth, due donne straordinarie che gestiscono un piccolo caffè vicino alla ferrovia.
In questo romanzo memorabile, la Flagg pianta i semi di tutto il suo universo: Un'amicizia profonda e salvifica tra donne di generazioni diverse, capace di ridare un senso alla vita. Il Caffè come fulcro della comunità, un luogo dove c'è sempre un piatto caldo per chiunque, indipendentemente dal colore della pelle o dall'estrazione sociale. Il coraggio di sfidare i pregiudizi dell'epoca, parlando di razzismo, emancipazione femminile e amore universale con una naturalezza disarmante.
Fannie Flagg ha sempre avuto una qualità rara: quella di parlare di cose profondissime con una leggerezza solo apparente. I suoi romanzi si leggono con il sorriso, ma sotto la superficie lavorano piano, lasciando tracce.
Nei suoi libri troviamo:
piccole comunità del Sud degli Stati Uniti
personaggi eccentrici ma incredibilmente veri
storie intrecciate nel tempo
e soprattutto un’idea di umanità ampia, accogliente
Ma c’è di più.
Libertà, identità e coraggio
In un’America spesso conservatrice e retrograda, soprattutto negli anni in cui ha iniziato a scrivere, Flagg ha raccontato, con naturalezza e senza proclami, temi che altri evitavano: l’identità, l’amore non conforme, la comunità omosessuale, il diritto di essere se stessi
Lo ha fatto senza trasformare i suoi romanzi in “manifesti”, ma inserendo tutto questo nella vita quotidiana dei suoi personaggi. Ed è proprio questa la sua forza: rendere normale ciò che per troppo tempo non lo è stato.
Il cibo come memoria e linguaggio
Chi ha letto i suoi libri lo sa: il cibo non è mai solo cibo.
È:
memoria
cura
appartenenza
racconto
Le cucine di Fannie Flagg sono luoghi vivi, dove si intrecciano storie e si costruiscono legami. Non sono semplici ambientazioni.
Ed è forse anche per questo che i suoi romanzi fanno sentire a casa, anche quando raccontano epoche e luoghi lontani.
Un assaggio di Paradiso: la recensione di "Torta al caramello in paradiso"
Se volete un esempio perfetto di come la Flagg riesca a trasformare il cibo, la comunità e la leggerezza in pura magia, dovete assolutamente leggere Torta al caramello in paradiso. Un romanzo che ho trovato semplicemente adorabile.
La storia si sviluppa attorno all'ottantacinquenne Elner Shimfissle che, nel tentativo di raccogliere fichi, viene morsa da alcune vespe, cade dalla scala e... muore. O almeno così credono tutti. Mentre la sua cittadina, l'amatissima Elmwood Springs, sprofonda nel caos del lutto, Elner si ritrova a fare un viaggio nell'aldilà. Un Paradiso molto sui generis, dove si chiacchiera con Edison, si incontra un Dio delizioso e, naturalmente, si mangia un'ottima torta al caramello.
In questo romanzo troviamo: Momenti spassosi e irresistibili, guidati dalle reazioni della nevrotica nipote Norma e dalle stranezze dei vicini di casa. Una riflessione sulla bellezza della semplicità, che ci ricorda come la felicità sia fatta di piccole cose: un giardino curato, la gentilezza reciproca, una chiacchierata sul portico. L'invito a non prendersi troppo sul serio, perché l'ironia è l'unico modo sano per affrontare l'imprevedibilità della vita (e della morte).
Tra una risata e l'altra, questo libro vi lascerà addosso un senso di calore e un rinfrescante ottimismo. È un vero e proprio balsamo per l'anima.
Ridere, sì. Ma anche pensare.
Uno degli aspetti più sorprendenti della sua scrittura è la capacità di far convivere: ironia e malinconia, leggerezza e profondità, quotidiano e politico
Si ride, spesso. Ma non è mai una risata vuota.
Perché leggerla oggi
In un momento in cui si parla tanto di identità, inclusione e comunità, i romanzi di Fannie Flagg non sono solo attuali: sono necessari.
Perché ci ricordano che: le storie possono cambiare lo sguardo, la gentilezza può essere rivoluzionaria, e che esistono mille modi diversi di essere famiglia
Un invito
Se non l’avete mai letta, questo è il momento giusto per iniziare.
E se già la conoscete, forse sapete di cosa parlo: quella sensazione di aver trovato un posto dove tornare, ogni volta che ne avete bisogno.
Per me, Fannie Flagg è esattamente questo. Una casa fatta di parole, risate, coraggio, e sì, anche di pane, cose e cappuccino.
Grazie per tutte le risate, il buon cibo e il sole caldo della tua casa, che è diventata anche la nostra. Zia Fannie.




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