Passa ai contenuti principali

#LeCollaborazionidiMarta Lascia che sia di Diego Galdino

 Buongiorno e buon martedì... purtroppo le feste sono finite ma per fortuna abbiamo sempre i libri a tenerci compagnia.

Ecco la mia opinione su uno degli ultimi romanzi letti, vi lascio i miei due spicci dopo la trama:


Cosa ne penso?

Lascia che sia è un romanzo che incanta fin dalle prime pagine grazie alla sua ambientazione unica e ai suoi personaggi carismatici. Flaminia Palladino, con la sua passione per i libri antichi e la sua vita tranquilla nella splendida villa sull’Appia Antica, conquista subito il cuore del lettore, mentre la sua dinamica famiglia aggiunge un tocco di vivacità e imprevedibilità alla storia.

La trama è un perfetto intreccio di romanticismo e destino, con un pizzico di ironia che rende la lettura leggera e coinvolgente. La richiesta inaspettata di Laura, la sorella minore, dà il via a una serie di situazioni imprevedibili, ma mai forzate, che portano i protagonisti a confrontarsi con le loro emozioni più profonde. Tra tazzine di caffè, incontri sorprendenti e un tocco di leggenda, la narrazione scorre piacevolmente, mantenendo alta l’attenzione del lettore.

L’atmosfera di Roma è dipinta con maestria: dai silenzi maestosi dell’Appia Antica al fascino della libreria antiquaria, ogni dettaglio è così vivido che sembra di camminare accanto ai personaggi. Il romanzo riesce a bilanciare romanticismo e introspezione, regalando momenti di tenerezza e sorrisi, senza mai risultare eccessivo.

Lascia che sia è una storia che parla di amore, famiglia e scelte di vita, con un finale che lascia il lettore soddisfatto e con un pizzico di malinconia. Perfetto per chi ama i romanzi che scaldano il cuore.

Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)



Commenti

Post popolari in questo blog

Jeanne Caròla Francesconi: la custode silenziosa della cucina napoletana

 Ci sono nomi che restano ai margini del grande racconto popolare, eppure senza i quali una tradizione rischierebbe di perdersi. Jeanne Caròla Francesconi è uno di questi. Ne ho sentito parlare quasi per caso, durante È sempre mezzogiorno , grazie ad Angela Frenda , e come spesso accade con le scoperte più belle, da una citazione è nata una curiosità, e da quella curiosità il desiderio di andare più a fondo. Chi era davvero Jeanne Caròla Francesconi? E perché il suo nome continua a tornare ogni volta che si parla di vera cucina napoletana ? Una donna, prima ancora che una cuoca Jeanne Caròla Francesconi non era una chef nel senso moderno del termine. Non cercava riflettori, non costruiva personaggi, non trasformava la cucina in spettacolo. Era, prima di tutto, una donna colta , attenta, osservatrice, profondamente legata alla cultura gastronomica di Napoli e della sua borghesia. La sua forza sta proprio qui: nell’aver capito che la cucina non è solo tecnica, ma testimonianza ....

Addio, Sophie Kinsella. La scrittrice che ha cambiato la mia idea di felicità, di scrittura, di vita imperfetta.

Ci sono autrici che ti accompagnano. E poi ci sono autrici che ti cambiano.  Prima di essere un'icona della chick-lit, Sophie Kinsella era Madeleine: una donna con sogni, paure, risate contagiose e una sensibilità fuori dal comune. Scriveva per capire la vita, per alleggerirla, per darle un ritmo più dolce. È stata madre, moglie, amica, e poi autrice, ma soprattutto una compagna silenziosa per chi, come me, l’ha letta durante i passaggi importanti della vita. La sua penna ha sempre avuto qualcosa di familiare: sembrava di ascoltare una persona che ti conosceva davvero. E forse è per questo che oggi fa così male salutarla. Perché non se ne va solo una scrittrice, ma una presenza che ci faceva sentire meno soli. Per me, Sophie Kinsella è stata una presenza silenziosa ma fondamentale, una voce che mi ha insegnato che la leggerezza può essere profondissima e che si può raccontare la vita reale anche mentre si ride. La notizia della sua scomparsa mi ha colpita come una fitta, come qu...

Hai detto soulmates? Ti presento Lynn Painter

Correva l’anno 2023 quando, per la prima volta, tenevo tra le mani un libro firmato Lynn Painter. La trama di Meglio che nei film è stata una calamita per il mio animo da teenager (che sì, anche se a giorni alterni mi sento un’ottantenne, vive ancora in me) e romantica. Vivevo in Toscana in quel periodo, ed era un raro pomeriggio libero dal lavoro - se avete mai lavorato nella ristorazione d’estate, sapete bene quanto siano momenti più unici che rari. Leggere di quella ragazza innamorata delle commedie romantiche e sognatrice mi ha fatto sentire, per dirla con Roald Dahl e la sua Matilde, di non essere sola . Quella ragazza ero io! No, non lo ero davvero, ma così mi sentivo. Insomma, Meglio che nei film è diventato nel giro di pochi giorni uno di quei romanzi che sapevo mi sarebbero rimasti nel cuore, e così è stato. Ma oggi non voglio parlare di quel romanzo (ne ho già scritto in passato). Voglio invece raccontarvi di Mai come nei film e Provaci ancora , rispettivamente il sequel ...