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La recensione del venerdì: ma i libri lo sanno di Roberta Corradin

Buongiorno e buon venerdì. Come state? Siete sopravvissuti a questa settimana? Io devo ammetterlo: sì, ma a fatica, fra visite mediche e turni lavorativi di notte mi sento un rottame ma ehi il venerdì c'è una nuova recensione, e questa cosa mi rende felice, quindi eccomi qua a parlarvi di Ma i libri lo sanno di Roberta Corradin che ho apprezzato moltissimo con Cannoli Siciliani, se cercate sul blog trovate la recensione.

Oggi vi parlo di un romanzo particolare, dove i libri sono protagonisti e collante di rapporti inusuali.




I miei due spicci dopo la trama.

Renée è una nota accademica francese di origine italiana, con una routine sempre uguale e frustrante: i colleghi maschilisti la considerano una segretaria e, nonostante il successo delle sue pubblicazioni, Renée vive in solitudine da anni, con la sola compagnia dei lirici alessandrini. All'improvviso, arriva una mail a sconvolgere tutto: Gene Petrov, brillante matematico, lettore appassionato, emulo di Casanova e grande amore di Renée ai tempi degli studi a Harvard, è morto per una malattia fulminea. Renée si reca a Cambridge per il funerale e trova ad attenderla, immutata nel tempo, la casa dove aveva vissuto con l'uomo che amava tra migliaia di libri pronti a indicarle il destino e ad accompagnarla nelle sue decisioni. Beh, non proprio tutto è rimasto uguale a prima: la sorpresa più grande è Alienor, la figlia di Gene, di cui Renée ignorava l'esistenza, e che ora è determinata a vendere tutto quello che riguarda il padre, a partire dai libri. Le numerose ex di Gene, tra cui Agnes, un tempo grande rivale di Renée, diventeranno sue amiche e alleate in un rocambolesco piano per salvare la gigantesca biblioteca di casa, oltre che per aiutare la giovane e diffidente Alienor a trovare la sua strada. In un susseguirsi di imprevisti, crisi di panico e colpi di scena, le ladies avranno bisogno di rivolgersi ai libri per trovare un'idea geniale... Roberta Corradin torna con una commedia che parla di sorellanza e di famiglie che si scelgono, di cagnoline che sono grandi conversatrici anche se sembra che non rispondano mai, e di come i libri possano cambiarci il destino.

Cosa ne penso?

Quello di Roberta Corradin è un romanzo che affonda le radici nel potere straordinario delle parole e dei libri, capaci di unire, ispirare e trasformare. La protagonista, Renée, è un'accademica francese di origine italiana, vittima di un sistema accademico maschilista e di una solitudine che sembra ineluttabile. La sua vita, tuttavia, cambia radicalmente quando riceve la notizia della morte di Gene Petrov, il grande amore della sua giovinezza, e scopre che lui ha lasciato una figlia, Alienor, di cui Renée ignorava l'esistenza.

Ciò che rende il romanzo particolarmente affascinante è l'intreccio tra i libri e le relazioni umane. Renée, una donna solitaria, si trova coinvolta in un piano rocambolesco per salvare la gigantesca biblioteca di Gene, un tesoro di conoscenza e passione. La presenza di Alienor, inizialmente diffidente e pronta a vendere tutto, diventa il catalizzatore per un processo di crescita reciproca tra le donne, che si alleano e imparano a scoprire i legami che le uniscono, nonostante le rivalità del passato. Le ex di Gene, tra cui Agnes, una sua ex rivale, diventano alleate in un’avventura che, pagina dopo pagina, si trasforma in una storia di sorellanza e solidarietà.

Ciò che mi ha colpito di più in questo romanzo è la centralità dei libri come veicoli di cambiamento. I libri non sono solo oggetti da collezionare o leggere: sono protagonisti che, attraverso le loro storie, riescono a sanare ferite, a creare connessioni e a guidare i personaggi in momenti decisivi. La commedia, che scivola in un dramma lieve ma ricco di emozioni, ci ricorda che le famiglie non sono solo quelle di sangue, ma anche quelle che scegliamo, fatte di persone che ci arricchiscono e ci spingono a vedere il mondo con occhi nuovi.

La scrittura di Roberta Corradin è elegante e coinvolgente, con un ritmo che mescola momenti di riflessione profonda a momenti di pura leggerezza, in perfetto equilibrio. Una lettura che non solo celebra il potere dei libri, ma anche la forza delle donne che, attraverso il confronto, riescono a costruire qualcosa di nuovo e inaspettato.

In conclusione, è un romanzo che, con delicatezza e ironia, ci invita a riflettere su come la cultura, la conoscenza e le relazioni umane possano trasformare le nostre vite, riscrivendo il nostro destino, proprio come fanno i libri.

Vi lascio con una citazione molto bella del romanzo in questione 

"I libri sono anche arms, non weapons ma braccia, braccia che ci avvolgono, ci proteggono, ci guidano [...] quante volte è stata una persona amata a portare nelle nostre vite un libro che non abbiamo più smesso di amare? Quante volte abbiamo desiderato abbracciare, per gratitudine, chi ha messo sul nostro cammino un libro che è diventato un inseparabile compagno di vita? E quante volte abbracciamo in cuor nostro l'autore o l'autrice di un'opera che ha trovato per noi le parole che non sapevamo cercare?"


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