Passa ai contenuti principali

Ricetta sbrisolona con gelo di anguria e cioccolato

 Salutare l'estate non è mai semplice persino per me che non amo particolarmente questa stagione.

Negli anni ho imparato però, ad apprezzare ciò che di bello ha da offrirmi e a concentrarmi su quello.

Cosa mi mancherà?

La luce, è innegabile che l'estate porti con sé una luce speciale, e anche se io vivrei benissimo in Scozia perché il grigiore non mi spaventa ma in un certo senso mi consola (non so come spiegarlo ahahaha) la luce dell'estate mi manca sempre un po'.

Leggere all'aria aperta.

I gelati che spesso sostituiscono pasti veri e propri.

I tuffi.

Le serate in famiglia.

Le gite fuori porta con le amiche.

I vestitini a fiori, di quelli che svolazzano sempre e mi fanno sentire leggera.

I concerti all'aperto.

L'atmosfera da "ferie". 

L'euforia per le vacanze.

I costumi colorati.

I sandali.

Insomma, questo è tanto altro.


Però a breve darò il benvenuto alla mia stagione preferita e questa nostalgia lascia lo spazio all'euforia per tutto quello che amo dell'autunno.

Ho pensato di salutare la bella stagione con un dolce che unisce l'estate all'autunno.

Il gelo di anguria (o di mellone come lo chiamiamo a Palermo) è un dessert tipicamente estivo mentre la sbrisolona è un dolce che io preparo sempre in autunno con ripieno di ricotta e gocce di cioccolato o di Nutella.

Così ho unito le due cose ed è venuto fuori un dolce che ha scaturito un certo successo, e adesso vi lascio la ricetta :)

Come salutare l'estate in dolcezza...


Ingredienti

Per il gelo:

Anguria 500 gr

Zucchero 35 gr

Amido 30 gr


Per la frolla io ho usato la ricetta di Enrica (Chiara Passion) classica che successivamente o sbriciolato

https://www.chiarapassion.com/2018/03/pasta-frolla-senza-burro-con-olio.html


Procedimento:

1) Per prima cosa (e purtroppo la più noiosa) dovete togliere i semi dall'anguria - potete anche farlo grossolanamente, tanto verranno successivamente eliminati - e tagliare quest'ultima a dadi.

2) Passate l'anguria nel passa pomodoro, tenendo sotto una ciotola piuttosto grande che ne raccoglierà il succo.

3) Una volta finito questo procedimento, travasata il succo in un'altra ciotola ma fatelo attraverso un colino a maglie non troppo strette in modo tale che se è rimasto qualche scaglia di seme verrà eliminata.

4) Adesso versate il succo in un pentolino e aggiungete lo zucchero, successivamente aggiunte l'amido di mais e mescolate immediatamente con uno sbattitore per impedire la formazione di grumi.

5) Accendete il fuoco - tenetelo medio basso - e portate il succo a bollore (potete anche mescolare di tanto in tanto) una volta raggiunto il bollore spegnete e togliete dal fuoco.

6) Fate raffreddare il gelo e mettetelo in frigo.

7) Preparate la frolla (questa non ha bisogno di riposare) 

8) Fate sciogliere a bagnomaria del cioccolato - decidete in base ai vostri gusti se a latte o fondente - io non ho pesato la cioccolata, ma anche qua potete scegliere voi in base a quanto volete che  la base della sbrisolona venga cioccolattosa.

9) Togliete il gelo dal frigo.

10) In una teglia per crostata rivestita con carta forno, sbriciolate la prima parte di frolla - in un maniera che però sia abbastanza compatta - e unite dapprima il cioccolato fuso e poi il gelo.

11) Infine, rivestite le superficie con l'altra metà della frolla, questa volta potete sbriciolarla in modo più grossolano.

12) Infornate a 180° per circa 20 minuti, controllate però sempre la cottura.

13) Una volta pronta, uscite la crostata dal forno e fatela raffreddare.

14) Una volta fredda spolverata con lo zucchero a velo e se vi piace anche un po' di cannella.

Servite e gustate!




 







Commenti

Post popolari in questo blog

Addio, Sophie Kinsella. La scrittrice che ha cambiato la mia idea di felicità, di scrittura, di vita imperfetta.

Ci sono autrici che ti accompagnano. E poi ci sono autrici che ti cambiano.  Prima di essere un'icona della chick-lit, Sophie Kinsella era Madeleine: una donna con sogni, paure, risate contagiose e una sensibilità fuori dal comune. Scriveva per capire la vita, per alleggerirla, per darle un ritmo più dolce. È stata madre, moglie, amica, e poi autrice, ma soprattutto una compagna silenziosa per chi, come me, l’ha letta durante i passaggi importanti della vita. La sua penna ha sempre avuto qualcosa di familiare: sembrava di ascoltare una persona che ti conosceva davvero. E forse è per questo che oggi fa così male salutarla. Perché non se ne va solo una scrittrice, ma una presenza che ci faceva sentire meno soli. Per me, Sophie Kinsella è stata una presenza silenziosa ma fondamentale, una voce che mi ha insegnato che la leggerezza può essere profondissima e che si può raccontare la vita reale anche mentre si ride. La notizia della sua scomparsa mi ha colpita come una fitta, come qu...

Jeanne Caròla Francesconi: la custode silenziosa della cucina napoletana

 Ci sono nomi che restano ai margini del grande racconto popolare, eppure senza i quali una tradizione rischierebbe di perdersi. Jeanne Caròla Francesconi è uno di questi. Ne ho sentito parlare quasi per caso, durante È sempre mezzogiorno , grazie ad Angela Frenda , e come spesso accade con le scoperte più belle, da una citazione è nata una curiosità, e da quella curiosità il desiderio di andare più a fondo. Chi era davvero Jeanne Caròla Francesconi? E perché il suo nome continua a tornare ogni volta che si parla di vera cucina napoletana ? Una donna, prima ancora che una cuoca Jeanne Caròla Francesconi non era una chef nel senso moderno del termine. Non cercava riflettori, non costruiva personaggi, non trasformava la cucina in spettacolo. Era, prima di tutto, una donna colta , attenta, osservatrice, profondamente legata alla cultura gastronomica di Napoli e della sua borghesia. La sua forza sta proprio qui: nell’aver capito che la cucina non è solo tecnica, ma testimonianza ....

La Barca di San Pietro: una tradizione tra fede, natura e magia

Visto il successo dell'articolo dedicato all'acqua di San Giovanni, ho pensato di farne uno simile per un'altra tradizione italiana, anch'essa un mix fra fede, natura e magia: si chiama Barca di San Pietro ed è una piccola magia che si fa nella notte tra il 28 e il 29 giugno , proprio per la festa di San Pietro e Paolo . Ve la racconto, così magari la provate anche voi insieme a me. È una di quelle cose che si tramandano da nonne e zie, con quel mix di fede, natura e un pizzico di mistero che rende tutto più affascinante. Foto di @greenme.it Come si fa? Semplicissimo. La sera del 28 giugno: prendi un bicchiere (o una bottiglia di vetro trasparente), riempi con un po’ d’acqua, versa dentro l’albume di un uovo (solo l’albume, niente tuorlo!), lascia il tutto all’aperto , meglio se sotto il cielo, tipo sul balcone o sul davanzale, vai a dormire. La mattina dopo, senza agitare il bicchiere , vai a guardare cosa è successo: l’albume deve essersi trasforma...