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Recensione Una di famiglia di Freida McFadden

 Sono una persona scontata, lo sono nella scelta dei romance ma anche in quella dei thriller.

Sì perché a me non dovete dare thriller troppo complessi e macchinosi, a me dovete dare thriller semplici nella loro complessità (?) e con trame banali.

A me piace la banalità signori, che posso farci?

E se per un thriller affermare "Eh ma questa cosa era scontata" potrebbe risultare un difetto, per me non lo è.

Non sempre la banalità è brutta e cattiva, no, nemmeno nei thriller. E non sempre la banalità non ti fa comunque rimanere a bocca aperta di fronte al finale di un romanzo.

Ma andiamo per ordine, vi lascio la trama e di seguito i miei due spicci.



Millie è in cerca di un lavoro per ricominciare una nuova vita.
Pur non avendo referenze, riesce a farsi assumere come governante nella lussuosa villa dei Winchester. Non è esattamente il lavoro dei suoi sogni: polvere e cattivo odore invadono le stanze, e la padrona di casa, Nina, è una donna annoiata e instabile, che sembra godere nel vederla faticare dalla mattina alla sera. Però, quantomeno, Millie qui può fingere di essere un’altra e sentirsi al sicuro dalle ombre che la tormentano.
Ma qualcosa non quadra in casa Winchester: la porta della sua stanza si chiude solo dall’esterno, e il giardiniere, Enzo, fa di tutto pur di metterla in guardia… ma da cosa, esattamente? Nonostante i presagi siano sempre più inquietanti, Millie deve resistere, non ha altra scelta. Quando conosce Andrew, l’affascinante marito di Nina, ha una ragione per restare e sentirsi al sicuro. Il passato non può raggiungerla. Ma Millie ancora non sa che i segreti della famiglia Winchester sono molto più pericolosi dei suoi…


Cosa ne penso?

Una di famiglia è quella tipologia di thriller che a me personalmente piace moltissimo.

Ambientato in casa, con una domestica o una babysitter come protagonista e una famiglia con dei segreti. La tram è trita e ritrita ma per me non costituisce un problema.

Insomma, abbiamo questa protagonista che arriva in una famiglia ricca da far schifo e inizia a lavorare come domestica. 

Lei, povera stellina, pensa che tutti i problemi della sua vita stanno per trovare finalmente una soluzione ma non sa che in realtà si sta andando ad impelagare in un problema grande quanto la mia voglia di urlarle "ma scappa da questa casa" dal primo capitolo.

Millie non è una protagonista molto furba questo va detto, ma è pur vero che i thriller ci danno la possibilità di immedesimarci nei protagonisti e probabilmente se io avessi avuto le necessità economiche di Millie avrei ignorato tutti quei campanelli d'allarme con in alcuni casi erano dei veri e propri campanili di cattedrali.

Quindi fra un "che cazz è successo?" e l'altro, fra un "Oddio Millie scappa" e l'altro, il romanzo scorre da Dio e voi vi ritroverete alla fine senza nemmeno accorgervene, parola di Bradipo.

Ma questo colpo di scena c'è o non c'è? Altrimenti che thriller è!

Sì, il colpo di scena c'è - più di uno in realtà - e vi assicuro che per quanto le menti più argute potrebbero prevederlo in anticipo, comunque non vi deluderà.

Adatto a chi cerca un thriller di intrattenimento e non da scervellamento.

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