Passa ai contenuti principali

Recensione E scopro che sorrido se ti vedo di Caterina O.Leone

Buongiorno :)
Oggi vi parlo di un romanzo che mi è piaciuto moltissimo, di un'autrice che stimo e che non mi ha mai delusa con le sue storie.




I miei due spicci dopo la trama:

Olivia e Leopoldo si conoscono da tempo, ma non hanno nulla da dirsi. Lei scrive di gossip e moda a qualsiasi costo, lui combatte l’inquinamento ambientale a colpi di udienze. Lei ama i vernissage e l’haute couture, lui scala montagne e guada fiumi. Lei ha 30.000 follower su Instagram, lui preferisce la compagnia del suo Bracco di Weimar. Ma quando, loro malgrado, si troveranno a trascorrere insieme le vacanze, scopriranno l’insospettabile. Galeotti saranno un’estate itinerante, una sequenza di esperienze insolite e la lontananza dall’unico mondo che hanno sempre conosciuto. Perché, a volte, basta un semplice cambio di prospettiva per trovare la felicità.

Cosa ne penso?

Come ho scritto prima, il romanzo in questione mi è piaciuto moltissimo. 
E scopro che sorrido se ti vedo è il secondo romanzo della trilogia Poli Opposti, che vede come primo romanzo Se non ci metti troppo ti aspetto tutta la vita e Nella migliore delle ipotesi.
Io avevo letto il primo e il terzo, questo mi mancava e finalmente sono riuscita a recuperarlo.
Olivia e Leopoldo mi hanno tenuta compagnia e lasciato sulle labbra un sorriso ebete per tutta la durata della lettura.
Due personaggi per l'appunto opposti ma che piano piano condividendo le vacanze estive scoprono che poi così opposti non sono, almeno nei sentimenti.
Fra avventure e disavventure, risate e sospiri, questo romanzo mi è entrato nel cuore, insieme agli altri due della serie.
Lo stile dell'autrice a me piace davvero tanto, è frizzante, scorrevole e lineare.

Fa per voi se cercate una storia dolce, divertente, leggera e ovviamente romantica.
Fa per voi se non credete che gli opposti si attraggono, perché con Olivia e Leopoldo vi ricrederete.
Fa per voi se volete assaporare un po' di spensieratezza che spesso la vita quotidiana ci toglie.
Stra consigliato.

Commenti

Post popolari in questo blog

Addio, Sophie Kinsella. La scrittrice che ha cambiato la mia idea di felicità, di scrittura, di vita imperfetta.

Ci sono autrici che ti accompagnano. E poi ci sono autrici che ti cambiano.  Prima di essere un'icona della chick-lit, Sophie Kinsella era Madeleine: una donna con sogni, paure, risate contagiose e una sensibilità fuori dal comune. Scriveva per capire la vita, per alleggerirla, per darle un ritmo più dolce. È stata madre, moglie, amica, e poi autrice, ma soprattutto una compagna silenziosa per chi, come me, l’ha letta durante i passaggi importanti della vita. La sua penna ha sempre avuto qualcosa di familiare: sembrava di ascoltare una persona che ti conosceva davvero. E forse è per questo che oggi fa così male salutarla. Perché non se ne va solo una scrittrice, ma una presenza che ci faceva sentire meno soli. Per me, Sophie Kinsella è stata una presenza silenziosa ma fondamentale, una voce che mi ha insegnato che la leggerezza può essere profondissima e che si può raccontare la vita reale anche mentre si ride. La notizia della sua scomparsa mi ha colpita come una fitta, come qu...

Jeanne Caròla Francesconi: la custode silenziosa della cucina napoletana

 Ci sono nomi che restano ai margini del grande racconto popolare, eppure senza i quali una tradizione rischierebbe di perdersi. Jeanne Caròla Francesconi è uno di questi. Ne ho sentito parlare quasi per caso, durante È sempre mezzogiorno , grazie ad Angela Frenda , e come spesso accade con le scoperte più belle, da una citazione è nata una curiosità, e da quella curiosità il desiderio di andare più a fondo. Chi era davvero Jeanne Caròla Francesconi? E perché il suo nome continua a tornare ogni volta che si parla di vera cucina napoletana ? Una donna, prima ancora che una cuoca Jeanne Caròla Francesconi non era una chef nel senso moderno del termine. Non cercava riflettori, non costruiva personaggi, non trasformava la cucina in spettacolo. Era, prima di tutto, una donna colta , attenta, osservatrice, profondamente legata alla cultura gastronomica di Napoli e della sua borghesia. La sua forza sta proprio qui: nell’aver capito che la cucina non è solo tecnica, ma testimonianza ....

La Barca di San Pietro: una tradizione tra fede, natura e magia

Visto il successo dell'articolo dedicato all'acqua di San Giovanni, ho pensato di farne uno simile per un'altra tradizione italiana, anch'essa un mix fra fede, natura e magia: si chiama Barca di San Pietro ed è una piccola magia che si fa nella notte tra il 28 e il 29 giugno , proprio per la festa di San Pietro e Paolo . Ve la racconto, così magari la provate anche voi insieme a me. È una di quelle cose che si tramandano da nonne e zie, con quel mix di fede, natura e un pizzico di mistero che rende tutto più affascinante. Foto di @greenme.it Come si fa? Semplicissimo. La sera del 28 giugno: prendi un bicchiere (o una bottiglia di vetro trasparente), riempi con un po’ d’acqua, versa dentro l’albume di un uovo (solo l’albume, niente tuorlo!), lascia il tutto all’aperto , meglio se sotto il cielo, tipo sul balcone o sul davanzale, vai a dormire. La mattina dopo, senza agitare il bicchiere , vai a guardare cosa è successo: l’albume deve essersi trasforma...