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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Ossessione, non romanticismo: difendere un adattamento

Ho visto Wuthering Heights scegliendo consapevolmente di separarlo dal romanzo. Sì, il pensiero automatico  “questa cosa è diversa dal romanzo” c’è stato. È inevitabile quando si conosce bene Cime tempestose . Ma sapevo fin dall’inizio che non avrei assistito a una trasposizione fedele, bensì a una rivisitazione. Ed è proprio per questo che non ho compreso l’accanimento nei confronti della pellicola e della regista. Dov’è finita la libertà artistica che tanto si decanta quando conviene? Il film non è mai stato venduto come adattamento filologico del capolavoro della Brontë. Le polemiche mi sono sembrate, e continuano a sembrarmi, inutili e sterili. Anche perché parliamoci chiaro, il romanzo è lì (e per fortuna) non ce lo toccherà mai nessuno. Non è la prima reinterpretazione nella storia del cinema, e certamente non sarà l’ultima. Dal punto di vista visivo, il film è un capolavoro. Un’esperienza per gli occhi. I colori, i costumi, i piani sequenza, la geometria e l’asimmetria d...